GPS e sanzioni: cosa cambia per i docenti precari dal 2026 in poi

Il sistema delle sanzioni nelle Graduatorie Provinciali per le Supplenze (GPS) è stato finora uno degli aspetti più critici della gestione del personale scolastico. L’obiettivo dell’amministrazione è garantire la stabilità didattica, ma spesso le regole applicate hanno generato distorsioni, penalizzando docenti precari e complicando il reclutamento. Con l’uscita della nuova Ordinanza Ministeriale, sono in arrivo importanti novità che modificano le sanzioni per rinuncia e abbandono del servizio.

Vediamo nel dettaglio cosa cambia, cosa resta e cosa è importante sapere per evitare errori durante le procedure di nomina.

1. Rinuncia: la trappola dell’algoritmo

Nel sistema informatizzato attuale, la cosiddetta “rinuncia” non sempre è un atto esplicito. Molti docenti vengono esclusi dalla procedura per non aver inserito tutte le sedi scolastiche nella compilazione dell’istanza per le supplenze.

  • Il vincolo attuale: Se un aspirante non ottiene una nomina perché ha escluso alcune sedi, ma in quelle sedi vi erano posti disponibili, il sistema considera questa situazione come una rinuncia implicita.
  • La conseguenza: L’esclusione dalle nomine per tutto l’anno scolastico. Non è possibile essere richiamati neanche se si liberano nuovi posti.

Questo meccanismo ha portato molti insegnanti ad accettare incarichi anche in sedi molto lontane o difficili da raggiungere, pur di non essere considerati rinunciatari.

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2. Novità 2024: il “ripescaggio” dopo mancata nomina

La nuova Ordinanza Ministeriale prevede una modifica importante: la fine della sanzione automatica per chi non ottiene alcuna nomina nel turno informatizzato.

  • Cosa cambia: Se un docente non riceve alcuna proposta di supplenza (neppure uno spezzone), non verrà considerato rinunciatario e potrà partecipare ai successivi turni di nomina.
  • Attenzione: Il ripescaggio vale solo se non si riceve alcun incarico. In caso di proposta accettata e successivamente rifiutata o abbandonata, le sanzioni restano.

Si tratta di una svolta importante, che tutela i docenti da un sistema spesso rigido e penalizzante, permettendo loro di rientrare in gioco senza dover affrontare un anno di inattività forzata.

3. Abbandono del servizio: le conseguenze

Altro tema distinto ma cruciale è l’abbandono del servizio, ovvero quando un docente prende servizio ma poi lascia l’incarico.

  • Motivi comuni: Sedi troppo lontane, situazioni lavorative difficili, incarichi su sostegno senza specializzazione che si rivelano ingestibili.
  • La sanzione: L’impossibilità di ricevere qualunque nuova supplenza per il resto dell’anno scolastico.

L’abbandono, più ancora della rinuncia, genera gravi problemi per la didattica: classi lasciate scoperte, difficoltà nella continuità educativa e carichi burocratici per le segreterie. È proprio questo il motivo per cui l’abbandono è sanzionato in modo così severo.

4. Il quadro disciplinare generale: tra DLgs 150/2009 e normativa scolastica

Le sanzioni nelle GPS si inseriscono in un contesto più ampio di disciplina del rapporto di lavoro nel settore pubblico. Il Decreto Legislativo 150/2009 (cosiddetto “decreto Brunetta”) ha modificato profondamente il regime delle sanzioni disciplinari nella scuola, introducendo norme spesso considerate autoritarie e generatrici di contenzioso.

Per esempio, il DLgs 150/2009 ha previsto che:

  • Il dirigente scolastico può comminare direttamente sanzioni come il rimprovero verbale, scritto o la sospensione fino a 10 giorni.
  • Sanzioni più gravi sono di competenza dell’Ufficio Scolastico Regionale, a seguito della trasmissione degli atti da parte del dirigente scolastico.
  • L’abbandono del servizio, l’assenza ingiustificata e il rifiuto immotivato di un incarico sono tutte cause che possono portare a sospensioni o perfino al licenziamento, soprattutto se reiterate:contentReference[oaicite:0]{index=0}.

5. Le sanzioni all’Italia: il problema del precariato strutturale

Il sistema delle supplenze annuali non è solo un problema per i docenti: lo è anche per lo Stato italiano. La Corte di Giustizia Europea ha sanzionato l’Italia per l’uso sistematico e reiterato di contratti a termine per coprire posti vacanti e disponibili, senza trasformarli in assunzioni a tempo indeterminato.

Questa situazione alimenta un circolo vizioso: l’instabilità degli incarichi porta a rinunce e abbandoni, che a loro volta aggravano il problema della continuità didattica e della gestione del personale.

Conclusione

Il sistema sanzionatorio legato alle GPS sta cambiando, con alcuni correttivi importanti in arrivo per rendere il meccanismo meno penalizzante e più equo. Tuttavia, rimangono attivi strumenti sanzionatori rigidi per l’abbandono del servizio, in coerenza con il DLgs 150/2009 e le norme contrattuali di riferimento (art. 95 CCNL Scuola).

Confasi Scuola continuerà a monitorare l’evoluzione normativa e a informare puntualmente tutto il personale scolastico, tutelandone i diritti in ogni fase della vita lavorativa.

Riferimenti normativi: DLgs 150/2009; CCNL Scuola 2007, art. 93-95; Ordinanza Ministeriale su GPS 2024 (in via di pubblicazione definitiva)

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