La Carta del docente continua a rappresentare uno strumento importante per sostenere la formazione e l’aggiornamento professionale del personale docente. Per l’anno scolastico 2025/2026, la disciplina del beneficio presenta alcune conferme e alcune novità che meritano attenzione, soprattutto per chi lavora nella scuola con contratto a tempo determinato. Per la Confasi Scuola è fondamentale che ogni docente conosca con precisione chi ha diritto alla Carta, quale importo viene riconosciuto, come può essere utilizzato il bonus e quali limiti sono stati introdotti.

Per il 2025/2026, la Carta è riconosciuta non soltanto ai docenti di ruolo, ma anche ai docenti con supplenza annuale al 31 agosto e ai docenti con contratto fino al termine delle attività didattiche al 30 giugno. Il beneficio spetta inoltre al personale educativo delle istituzioni scolastiche statali, ai docenti in periodo di formazione e prova, ai docenti inidonei per motivi di salute, ai docenti in posizione di comando, distacco o fuori ruolo, ai docenti delle scuole italiane all’estero e a quelli delle scuole militari.

Un aspetto rilevante è che la Carta viene riconosciuta indipendentemente dall’orario di servizio, quindi sia in caso di tempo pieno sia in caso di part-time.

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Non te ne pentirai...

Il valore nominale della Carta per l’anno scolastico 2025/2026 è pari a 383 euro. Le eventuali somme non utilizzate nell’anno scolastico precedente vengono riaccreditate insieme alle nuove risorse. La data indicata per l’accreditamento è il 9 marzo 2026. Inoltre, la validità delle somme è biennale, con scadenza al 31 agosto. Questo significa che gli importi non spesi entro la fine del 2025/2026 possono ancora essere utilizzati nel corso dell’anno scolastico 2026/2027.

Si tratta di un dato importante perché consente una gestione più flessibile del bonus, ma resta comunque essenziale programmare per tempo le spese, evitando di arrivare a ridosso della scadenza senza aver utilizzato le somme disponibili. La Carta, infatti, nasce come misura di sostegno alla qualità della didattica e della formazione professionale, e non come semplice contributo economico generico.

La Carta del docente può essere utilizzata per diverse tipologie di beni e servizi legati all’aggiornamento e alla crescita culturale e professionale. In particolare, le spese ammesse comprendono:

  • libri e testi, anche in formato digitale;
  • pubblicazioni e riviste utili all’aggiornamento professionale;
  • corsi di aggiornamento e qualificazione professionale presso enti accreditati dal Ministero;
  • corsi di laurea, laurea magistrale, specialistica, corsi post lauream e master universitari inerenti al profilo professionale;
  • titoli di accesso per teatro e cinema;
  • prodotti dell’editoria audiovisiva;
  • ingressi a musei, mostre, eventi culturali e spettacoli dal vivo;
  • strumenti musicali;
  • servizi di trasporto di persone, nei casi previsti;
  • iniziative coerenti con il PTOF e con il Piano nazionale di formazione.

Particolare attenzione deve essere riservata alla novità relativa all’acquisto di hardware e software. A decorrere dall’anno scolastico 2025/2026, tali acquisti sono consentiti esclusivamente in occasione della prima erogazione della Carta e, successivamente, con cadenza quadriennale. In concreto, per molti docenti il 2025/2026 viene considerato una sorta di “anno zero”: chi utilizza la Carta per hardware o software in questo anno scolastico potrà tornare a farlo soltanto dopo quattro anni.

La regola è particolarmente rilevante anche per i residui. Le somme non utilizzate per l’acquisto di hardware e software nel corso di quest’anno non potranno essere destinate a queste stesse tipologie di acquisto negli anni successivi. Resta fermo che non esiste un limite numerico di dispositivi acquistabili, ma il vincolo temporale quadriennale impone una scelta consapevole e ben programmata.

Un altro punto da non trascurare riguarda le situazioni di cessazione dal servizio e i casi disciplinari. In caso di cessazione, le somme erogate sulla Carta non sono più fruibili dal beneficiario. Fa eccezione l’ipotesi delle somme attribuite in esecuzione di sentenze favorevoli, che possono essere utilizzate anche nell’anno scolastico successivo e anche in caso di cessazione dal servizio. Diversamente, il docente sospeso per motivi disciplinari non può utilizzare la Carta durante l’anno scolastico della sospensione e, se l’importo era già stato assegnato, la somma viene recuperata.

In conclusione, la Carta del docente 2025/2026 resta uno strumento utile per sostenere la formazione continua, ma richiede una conoscenza precisa delle regole di utilizzo, dei tempi di accredito, delle scadenze e dei nuovi limiti introdotti per hardware e software.

La Confasi Scuola continuerà a seguire con attenzione l’evoluzione della disciplina, a tutela di tutti i lavoratori del comparto istruzione. Il presente articolo è stato redatto facendo riferimento alla legge 13 luglio 2015, n. 107, in particolare all’articolo 1, comma 121, al d.P.C.M. 28 novembre 2016, nonché alle disposizioni richiamate nella scheda allegata relative alla fruizione della Carta del docente per l’anno scolastico 2025/2026.